Non ci resta che tifare, Boiocchi lo zio, in onda il III episodio del podcast True Crime

Il calcio è un gioco con tante pedine, molte fuori campo, è una leva per il controllo sociale, ma cos’è un ultrà? Un supertifoso, uno che è oltre, che ha superato il limite? La parola ultrà, sopravvissuta al volgare, entra nella lingua italiana negli anni ’90.

In onda il terzo episodio del podcast true Crime, Non ci resta che tifare, di Rachele Bonani, Carmine La Pietra e Daniele Poto, sull’omicidio di Vittorio Boiocchi, detto lo zio, leader della curva interista.

Il senso della Curva è appartenenza scrive Tim Parks, ma cos’è oggi fedeltà al leader ultrà? Si può credere in buona fede al leader ultrà anche se è spacciatore, criminale, mafioso, mettendo da parte il calcio, la squadra del cuore come valore da preservare? Cos’è oggi fedeltà ad un club, quando questo rimanda a una società per azioni con ovvi fini lucro?

Continua l’indagine sui legami profondi tra la parte più inquinata e corrotta della tifoseria ultrà e la criminalità organizzata.

Il podcast tratto dall’opera del giornalista Daniele Poto, La nuova frontiera degli Ultrà contiene le testimonianze inedite di Umberto Calcagno, ex calciatore professionista, avvocato, Presidente di Assocalciatori e Fabio Poli, Direttore Organizzativo di Assocalciatori sul rapporto 2021-2022 Calciatori sotto tiro.

L’opera è realizzata senza il contributo dell’Intelligenza Artificiale.

 

 

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