Stati Generali dello Spettacolo 2023 ringraziamento e intervento di Licensync

In occasione degli Stati Generali dello Spettacolo 2023, che si sono svolti a Roma il 9 e 10 giugno 2023 all’Officina Pasolini organizzati da Left Wing e La musica che gira, in collaborazione con UNITA, Scena Unita e Officina Pasolini, Licensync ha partecipato, con il Presidente Rachele Bonani e il Tesoriere Carmine La Pietra, al tavolo, La globalizzazione culturale tra OTT e social le nuove forme del lavoro culturale e la centralità dei diritti e del ruolo dell’artista.

Ringraziamo gli organizzatori e tutti coloro che erano presenti per la riflessione scaturita, condividendo alcuni punti del nostro intervento.

Licensync nasce per amministrare il diritto d’autore per i contenuti digitali, opere native digitali audio – podcast, video – vodcast e pubblicazioni a carattere giornalistico web, per rilasciare licenze online multi-repertorio per gli utilizzatori; garantire l’equa remunerazione degli autori, editori ed interpreti per lo sfruttamento online delle opere e facilitare l’ottenimento delle autorizzazioni concernenti il diritto d’autore online.

La significativa, anche se imprevista, assenza di Amazon ha impedito agli ospiti presenti di confrontarsi con uno dei principali interlocutori rispetto alle nuove forme di lavoro culturale.

Il mercato digitale oggi è infatti diventato il mercato di prima emissione e diffusione dell’opera d’ingegno, cui seguono le altre forme di utilizzazione. Secondo i dati CISAC 2021 gli accordi di licenza digitale nuovi ed estesi da parte delle società affiliate alla CISAC, insieme alla crescita dello streaming e degli abbonamenti, hanno contribuito all’aumento degli incassi digitali del 27,9%.

Sarà quindi anche sempre più necessario rafforzare e arricchire l’esperienza fisica nei teatri, nei cinema, nei luoghi di interazione e incontro dell’arte e della cultura, rinnovati secondo un’inedita logica ambientale sostenibile.

Gli speaker hanno quindi posto ai presenti un importantissimo quesito sull’evoluzione attesa del mondo dell’arte e le prospettive del diritto. Quali proposte e soluzioni per indirizzare l’azione al fine di garantire la giusta remunerazione degli autori?

Gli ospiti intervenuti, insieme a noi, rappresentavano Organismi di tutela dei diritti connessi, (artisti, interpreti ed esecutori), Organismi di tutela del diritto d’autore, autori, artisti e associazioni di categoria.

Licensync ha rilevato che, da tutti, è emersa l’urgente necessità di rafforzare la tutela e migliorare la retribuzione degli autori, artisti e professionisti dello spettacolo in particolare rispetto all’attività e ai profitti dei provider, ma non solo.

Come ottenere di più garantendo l’equa remunerazione?

Licensync crede che le sfide poste dalla globalizzazione culturale e dall’era del computer nello spazio prevedano una necessaria integrazione collaborativa tra mondo fisico e liquido.

La narrazione mediatica proposta ultimamente, spesso è apocalittica e pone l’uomo in contrapposizione alla macchina. Per Licensync è importante ricordare sempre che la tecnologia è uno strumento, dipende da come si sceglie di utilizzarlo. L’uomo, crediamo, debba essere messo al centro di un nuovo umanesimo digitale.

Per garantire un’azione efficace di tutela del diritto d’autore riteniamo necessario:

  • Che le istituzioni e gli enti regolatori accelerino la capacità di risposta nell’adozione delle regole che devono tutelare l’arte nell’ecosistema digitale, adattandosi alla velocità dell’evoluzione tecnologica;
  • Che l’Europa, quindi l’Italia, nell’ambito dell’UE AI Act adotti le regole del manifesto EGAIR European Guild for Artificial Intelligence Regulation e che continui a normare il diritto d’autore per le opere generate con il contributo dell’Intelligenza Artificiale. Due punti sono dirimenti per Licensync, quando un’opera è realizzata con il contributo dell’IA è necessario dichiarare l’algoritmo utilizzato. Se un’intelligenza viene allenata con opere pre-esistenti, l’uso delle stesse deve essere preventivamente autorizzato. E’ necessario prevedere di aumentare di 2 punti percentuali la quota corrisposta per la copia privata dai produttori di devices.
  • Per Licensync è possibile la collaborazione, auspicata dagli speaker, tra Collecting per aiutare da una parte gli autori a capire l’importo a loro dovuto, dall’altra gli utilizzatori a raccapezzarsi sugli adempimenti per l’attivazione delle licenze. E’ praticabile grazie all’evoluzione tecnologica, attraverso la costruzione di un registro dati decentralizzato, in blockchain, (DAO), con la collaborazione delle organizzazioni preposte. La blockchain è infatti secondo Licensync, anche se non totalmente matura, un’alternativa importante e efficace alla centralizzazione del Cloud che invece si presenta rischiosa da un punto di vista di equità e trasparenza, in quanto l’informazione è detenuta a livello centrale.
  • Crediamo, come è stato chiesto, che l’autore possa essere oggi chiamato creatore di contenuti, content creator e in quanto tale abbia una responsabilità importante nella comprensione delle condizioni di adesione proposte dalle piattaforme. Il content creator, autore umano dell’opera di ingegno non è per Licensync User content creator, non è un utente qualunque, né un talent per caso, è necessario però aggiornare ancora in tal senso la legge 633 estendendo l’interpretazione dell’opera d’ingegno alle nuove forme di arte digitale.
  • Licensync è profondamente convinta e sta operando per aggiornare definitivamente il testo di legge sul diritto d’autore n° 633 del 1941, in fase di adozione dei decreti attuativi per il recepimento della Direttiva Copyright, pensiamo che questo sia il primo passo per uscire dalla preistoria del futuro.
  • Licensync è anche profondamente convinta che sia necessario interrogarsi oggi sulla sostenibilità dell’arte digitale e che sia importante agire per garantire nuove forme eco-sostenibili di arte. Sostenibilità e collettività sono due termini indissolubili per il mondo dello spettacolo.
  • Licensync sta già operando per diventare l’hub unico (one stop shop) per la richiesta di licenze per l’uso di opere amministrate nel Metaverso e non solo. Raccogliere i diritti permette all’arte di sopravvivere. I principali sfruttamenti oggi avvengono su web tramite aziende, ovvero persone giuridiche, multinazionali for profit, spesso con sede legale in paesi extra-UE. In tal senso passi avanti sono stati compiuti dalla Direttiva Copyright sulle responsabilità delle aziende con sede legale extra-ue ma operanti in Italia o Europa. L’industria della cultura fattura milioni di euro che devono necessariamente tornare all’autore, crediamo che il fine comune di tutte le differenti realtà riunite il 9 giugno sia e debba rimanere la difesa dell’artista e della sua creatività. Insieme possiamo porre le basi per ottenere la collaborazione anche delle realtà imprenditoriali digitali. Licensync continuerà a chiedere e pretendere la sottoscrizione della licenza da parte dei big player come Amazon, Audible, Spotify in favore degli autori, editori e produttori.
  • Crediamo, come è stato sostenuto, dall’Associazione 7607, 100 autori e Unita che gli utilizzatori tutti, così come le collecting abbiano un obbligo di informazione, oggi, definito dalla 790/2019 e che debba essere rispettato per garantire una liquidazione analitica dei diritti all’autore e la tariffazione a consumo adeguata per gli utilizzatori.

Stati Generali dello Spettacolo 2023 ringraziamento e intervento di Licensync

In occasione degli Stati Generali dello Spettacolo 2023, che si sono svolti a Roma il 9 e 10 giugno 2023 all’Officina Pasolini organizzati da Left Wing e La musica che gira, in collaborazione con UNITA, Scena Unita e Officina Pasolini, Licensync ha partecipato, con il Presidente Rachele Bonani e il Tesoriere Carmine La Pietra, al tavolo, La globalizzazione culturale tra OTT e social le nuove forme del lavoro culturale e la centralità dei diritti e del ruolo dell’artista.

Ringraziamo gli organizzatori e tutti coloro che erano presenti per la riflessione scaturita, condividendo alcuni punti del nostro intervento.

Licensync nasce per amministrare il diritto d’autore per i contenuti digitali, opere native digitali audio – podcast, video – vodcast e pubblicazioni a carattere giornalistico web, per rilasciare licenze online multi-repertorio per gli utilizzatori; garantire l’equa remunerazione degli autori, editori ed interpreti per lo sfruttamento online delle opere e facilitare l’ottenimento delle autorizzazioni concernenti il diritto d’autore online.

La significativa, anche se imprevista, assenza di Amazon ha impedito agli ospiti presenti di confrontarsi con uno dei principali interlocutori rispetto alle nuove forme di lavoro culturale.

Il mercato digitale oggi è infatti diventato il mercato di prima emissione e diffusione dell’opera d’ingegno, cui seguono le altre forme di utilizzazione. Secondo i dati CISAC 2021 gli accordi di licenza digitale nuovi ed estesi da parte delle società affiliate alla CISAC, insieme alla crescita dello streaming e degli abbonamenti, hanno contribuito all’aumento degli incassi digitali del 27,9%.

Sarà quindi anche sempre più necessario rafforzare e arricchire l’esperienza fisica nei teatri, nei cinema, nei luoghi di interazione e incontro dell’arte e della cultura, rinnovati secondo un’inedita logica ambientale sostenibile.

Gli speaker hanno quindi posto ai presenti un importantissimo quesito sull’evoluzione attesa del mondo dell’arte e le prospettive del diritto. Quali proposte e soluzioni per indirizzare l’azione al fine di garantire la giusta remunerazione degli autori?

Gli ospiti intervenuti, insieme a noi, rappresentavano Organismi di tutela dei diritti connessi, (artisti, interpreti ed esecutori), Organismi di tutela del diritto d’autore, autori, artisti e associazioni di categoria.

Licensync ha rilevato che, da tutti, è emersa l’urgente necessità di rafforzare la tutela e migliorare la retribuzione degli autori, artisti e professionisti dello spettacolo in particolare rispetto all’attività e ai profitti dei provider, ma non solo.

Come ottenere di più garantendo l’equa remunerazione?

Licensync crede che le sfide poste dalla globalizzazione culturale e dall’era del computer nello spazio prevedano una necessaria integrazione collaborativa tra mondo fisico e liquido.

La narrazione mediatica proposta ultimamente, spesso è apocalittica e pone l’uomo in contrapposizione alla macchina. Per Licensync è importante ricordare sempre che la tecnologia è uno strumento, dipende da come si sceglie di utilizzarlo. L’uomo, crediamo, debba essere messo al centro di un nuovo umanesimo digitale.

Per garantire un’azione efficace di tutela del diritto d’autore riteniamo necessario:

  • Che le istituzioni e gli enti regolatori accelerino la capacità di risposta nell’adozione delle regole che devono tutelare l’arte nell’ecosistema digitale, adattandosi alla velocità dell’evoluzione tecnologica;
  • Che l’Europa, quindi l’Italia, nell’ambito dell’UE AI Act adotti le regole del manifesto EGAIR European Guild for Artificial Intelligence Regulation e che continui a normare il diritto d’autore per le opere generate con il contributo dell’Intelligenza Artificiale. Due punti sono dirimenti per Licensync, quando un’opera è realizzata con il contributo dell’IA è necessario dichiarare l’algoritmo utilizzato. Se un’intelligenza viene allenata con opere pre-esistenti, l’uso delle stesse deve essere preventivamente autorizzato. E’ necessario prevedere di aumentare di 2 punti percentuali la quota corrisposta per la copia privata dai produttori di devices.
  • Per Licensync è possibile la collaborazione, auspicata dagli speaker, tra Collecting per aiutare da una parte gli autori a capire l’importo a loro dovuto, dall’altra gli utilizzatori a raccapezzarsi sugli adempimenti per l’attivazione delle licenze. E’ praticabile grazie all’evoluzione tecnologica, attraverso la costruzione di un registro dati decentralizzato, in blockchain, (DAO), con la collaborazione delle organizzazioni preposte. La blockchain è infatti secondo Licensync, anche se non totalmente matura, un’alternativa importante e efficace alla centralizzazione del Cloud che invece si presenta rischiosa da un punto di vista di equità e trasparenza, in quanto l’informazione è detenuta a livello centrale.
  • Crediamo, come è stato chiesto, che l’autore possa essere oggi chiamato creatore di contenuti, content creator e in quanto tale abbia una responsabilità importante nella comprensione delle condizioni di adesione proposte dalle piattaforme. Il content creator, autore umano dell’opera di ingegno non è per Licensync User content creator, non è un utente qualunque, né un talent per caso, è necessario però aggiornare ancora in tal senso la legge 633 estendendo l’interpretazione dell’opera d’ingegno alle nuove forme di arte digitale.
  • Licensync è profondamente convinta e sta operando per aggiornare definitivamente il testo di legge sul diritto d’autore n° 633 del 1941, in fase di adozione dei decreti attuativi per il recepimento della Direttiva Copyright, pensiamo che questo sia il primo passo per uscire dalla preistoria del futuro.
  • Licensync è anche profondamente convinta che sia necessario interrogarsi oggi sulla sostenibilità dell’arte digitale e che sia importante agire per garantire nuove forme eco-sostenibili di arte. Sostenibilità e collettività sono due termini indissolubili per il mondo dello spettacolo.
  • Licensync sta già operando per diventare l’hub unico (one stop shop) per la richiesta di licenze per l’uso di opere amministrate nel Metaverso e non solo. Raccogliere i diritti permette all’arte di sopravvivere. I principali sfruttamenti oggi avvengono su web tramite aziende, ovvero persone giuridiche, multinazionali for profit, spesso con sede legale in paesi extra-UE. In tal senso passi avanti sono stati compiuti dalla Direttiva Copyright sulle responsabilità delle aziende con sede legale extra-ue ma operanti in Italia o Europa. L’industria della cultura fattura milioni di euro che devono necessariamente tornare all’autore, crediamo che il fine comune di tutte le differenti realtà riunite il 9 giugno sia e debba rimanere la difesa dell’artista e della sua creatività. Insieme possiamo porre le basi per ottenere la collaborazione anche delle realtà imprenditoriali digitali. Licensync continuerà a chiedere e pretendere la sottoscrizione della licenza da parte dei big player come Amazon, Audible, Spotify in favore degli autori, editori e produttori.
  • Crediamo, come è stato sostenuto, dall’Associazione 7607, 100 autori e Unita che gli utilizzatori tutti, così come le collecting abbiano un obbligo di informazione, oggi, definito dalla 790/2019 e che debba essere rispettato per garantire una liquidazione analitica dei diritti all’autore e la tariffazione a consumo adeguata per gli utilizzatori.
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